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Effetto Roma Collection

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Scali del Monte Pio, 21
Livorno – Parigi andata e ritorno. Partire per curiosità, tornare per raccontare.
Anteprima della Collezione Roma. Collezione di arredi in bronzo, disegnata e realizzata dall’architetto, designer e scultore livornese Emanuele Colombi.

Emanuele Colombi, architetto, designer e scultore livornese, espone presso il proprio studio in Scali del Monte Pio 21 a Livorno, per “Effetto Venezia”, un’anteprima della collezione Roma, collezione di arredi in bronzo disegnata durante la pandemia e realizzata a Parigi.

Emanuele Colombi è un architetto, designer di interni e scultore livornese che dopo diversi anni trascorsi all’estero decide nel 2017 di rientrare e fondare il proprio studio ed il proprio laboratorio creativo nella sua città natale: Livorno.

Negli anni trascorsi all’estero ha potuto confrontarsi con diverse culture, anche molto lontane tra loro. Ha lavorato e vissuto in Medio Oriente (Qatar, Bahrain ed Israele) in Europa (Inghilterra, Germania e Francia) ed ha avuto l’opportunità di confrontarsi con il mercato russo, americano e sudafricano.

Ma non è stato tutto semplice. Durante la prima esperienza in Qatar in particolare, passando un periodo complicato furono molto di aiuto le parole pronunciate durante un’intervista televisiva dal suo architetto preferito Renzo Piano che alla domanda: giovani, andare o restare? Rispose così: “i giovani devono andare, ma per curiosità non per disperazione. Devono andare per capire come è il resto del mondo, ma anche e soprattutto per un’altra cosa, ancora più importante; per capire sé stessi, perché c’è un’italianità, che non è quella dell’orgoglio nazionale. Noi italiani siamo come dei nani sulle spalle di un gigante, il gigante è la cultura, una cultura antica che ci ha regalato una straordinaria, invisibile capacità di cogliere la complessità delle cose, articolare i ragionamenti, tessere arte e scienza assieme e questo è un capitale enorme”.

Da quel momento in poi, il suo approccio alla professione ed alla vita è stato sempre lo stesso: un approccio curioso alle cose, alle culture, ai sistemi costruttivi, ai modi di pensare, di vivere e di progettare, riscoprendo ogni volta nel confronto con gli altri, un pezzetto di sé stesso e della propria cultura.

Tutto questo, purtroppo si è interrotto con la pandemia dovuta al Covid-19, che ha costretto tutti noi a fermarsi e riflettere. Ma come accade sempre, di fronte ad una crisi, anche se di entità spaventosa, perché produce la morte di milioni di persone, si può trovare (non vogliamo chiamarla opportunità in segno di rispetto) una chiave di lettura collettiva ed una personale. Emanuele Colombi l’ha trovata nell’approfondire una passione trascurata per anni: la scultura ed in particolare la scultura in bronzo.

La passione per il bronzo nasce durante il periodo universitario nello svolgimento del lavoro relativo all’esame di restauro architettonico che, come tema, aveva il restauro del campanile della chiesa di Santa Maria Novella in Firenze. Durante le fasi di rilievo, Emanuele Colombi con un collega riescono ad arrivare fino alla sommità del campanile e riescono ad ispezionare la campana di bronzo. Trovano, come in tutti i manufatti in bronzo, il timbro e la firma della fonderia che realizzò la campana e scoprono che esiste ancora e decidono di andare a visitarla. È una folgorazione. Scoprire il lavoro che c’è dietro alla realizzazione di un manufatto in bronzo, l’arte, la tecnica la passione con cui si tramanda un sapere straordinario, restano dentro come una brace che in qualunque momento può diventare fuoco.

Il lock down del 2020 è il soffio di vento che accende quella brace che fino a quel momento, a causa degli eventi e degli impegni della vita, era rimasta sottotraccia e la trasforma in fuoco ardente. Da qui alla partenza per Parigi il passo è breve e quasi inevitabile. La città di Auguste Rodin, il padre della scultura moderna, la visita alle più importanti fonderie della Ville Lumière, la full immersion per capire fino in fondo una tecnica antichissima ricca di sapere e tradizione.

Dunque, la prima collezione di arredi in bronzo disegnata durante i lock down inizia a diventare realtà a seguito di un periodo intenso di modellazione all’interno degli spazi offerti dalla fonderia parigina che Emanuele Colombi ha scelto come sua partner per questa produzione. Punto di arrivo o di partenza l’esposizione alla Paris Design Week del settembre 2022.

Perché allora la decisione di presentare un’anteprima a Livorno? Semplicemente perché bisogna andare per curiosità, conoscere, capire gli altri, capire noi stessi e tornare per raccontare e testimoniare. Di qui l’anteprima della Collezione Roma nella sua città natale, Livorno, durante la Kermesse di “Effetto Venezia” per socializzare con tutti i visitatori e concittadini l’esperienza fatta ed il prodotto che essa ha comportato.