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Birmania, dove il tempo si è fermato

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Mostra fotografica di Giancarlo Barsotti

«Nel gennaio 2020 ho realizzato queste foto durante il mio ultimo viaggio in Myanmar. Dopo il solito giro turistico, siamo andati con un autista sulle montagne del nord del paese a oltre 2mila metri dove vivono varie etnie minori come l’etnia Chin. Nel Paese si erano appena svolte le elezioni legislative vinte come le precedenti dalla Lega Nazionale per la Democrazia, guidata da Aung San Suu Kyi. Il 26 gennaio 2021, però, il generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate, ha contestato i risultati del ballottaggio e ne ha chiesto la verifica. Una settimana dopo l’esercito ha attuato un colpo di stato arrestando Aung San Suu Kyi e i suoi ministri, gettando il paese nel caos.

In questi mesi il Myanmar è stato attraversato da manifestazioni di protesta e da reazioni violente da parte delle forze armate che hanno portato all’arresto o alla morte centinaia di persone.

Le foto che propongo in questo reportage descrivono dunque gli ultimi giorni di libertà e democrazia di un popolo che, nonostante la povertà, cercava di rialzarsi attraverso il lavoro».

Giancarlo Barsotti

Il cacciatore di immagini
biografia del fotografo Giancarlo Barsotti

Nato a Livorno nel 1940, Giancarlo Barsotti comincia a scattare le sue prime fotografie durante il servizio militare: con la sua prima macchina, una Retinette 1A della Kodak acquistata a Forcelle (Napoli), immortala le storie e la vita dei porti italiani ed europei dove attracca la ‘sua’ San Giorgio.

La passione per la fotografia lo accompagna anche durante gli anni trascorsi a lavorare come saldatore in cantiere e successivamente come insegnante di saldatura in una scuola professionale.

La svolta professionale arriva nel 1977, anno in cui apre il suo studio Album Fotografico, che ben presto diventerà un punto di riferimento per tutti gli appassionati livornesi di fotografia. Ma Giancarlo Barsotti non smetterà mai di essere un fotoamatore: i primi storici ‘safari’ fotografici tra i vecchi casolari delle morbide colline toscane, diventano presto safari a tutti gli effetti: l’Africa, con il Kenya soprattutto, ma anche la Tunisia, il Marocco e l’Egitto sono tra le sue mete preferite, scegliendo sempre percorsi originali e fuori dagli schemi precostituiti delle agenzie di viaggi.

Vere e proprie esperienze fotografiche oggetto di grandiosi reportage che poi, una volta tornato, presenta alla città, in mostre ed esposizioni pubbliche. Ben presto esplora altri gioielli di questo pianeta, come l’America Centrale, con gli incredibili colori del Messico, del Guatemala e di Cuba, dove ha vinto un concorso internazionale sulle bellezza naturali dell’isola, indetto dal giornale Granma, quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cubano.

In questi ultimi anni sarà invece il Sud Est Asiatico ad essere esplorato in lungo e in largo, con calma, fotografando gli angoli più suggestivi e scovando i volti più espressi della Thailandia, Birmania, Cambogia, Vietnam, India, Sri Lanka, Laos, Malesya, Bali… lasciandosi compenetrare da una cultura così lontana e così affascinante che poi trasfigura nelle sue foto, che insieme ai colori sembrano trasmettere anche gli odori di questi luoghi, così magici e avvincenti.