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Dinamitri Jazz Folklore

Piazza del Luogo Pio • Ore 21:15
30/07

Dinamitri Jazz Folklore è oggi riconosciuta come una delle formazioni più originali nel panorama del jazz italiano, una delle poche band capaci di trasmettere quell’alto contenuto spirituale che il linguaggio jazzistico è ancora oggi in grado di veicolare. Attivi da oltre 15 anni, i Dinamitri Jazz Folklore si distinguono per un linguaggio musicale molto personale che spazia, sempre in equilibrio tra ricerca, linguaggi innovativi e tradizioni culturali eterogenee, dal be-bop alle polifonie di New Orleans, dal blues alle sonorità di matrice africana che caratterizzano maggiormente il loro stile jazzistico. Attiva sia live che con progetti dall’alto profilo artistico e culturale, la band è stata protagonista di numerose performance di successo tra cui: Folklore in Black (2003) con il clarinettista Tony Scott, Congo Evidence (2006) con il poeta Sadiq Bey e Akendengue Suite (2009) con Amiri Baraka.
A Effetto Venezia 2016 i Dinamitri Jazz Folklore apriranno il concerto deiTinariwen.

Dimitri Grechi Espinoza(sax alto)
Emanuele Parrini( violino)
Paolo “Pee Wee” Durante(hammond, tastiere, live electronics)
Gabrio Baldacci(chitarra elettrica)
Andrea Melani(batteria)
Simone Padovani(percussioni)
Piero Gesuè (voce)

Ingresso gratuito

In collaborazione con Fabbrica Europa / Festival au Désert
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Fabbrica Europa e Festival Au Desert incontrano Effetto Venezia

I concerti dei Tinariwen e di Dinamitri Jazz Folklore giungono a Effetto Venezia 2016 grazie alla prestigiosa joint venture con Fabbrica Europa e con il Festival Au Desert. Una collaborazione che si inserisce nel contesto di valorizzazione dello spirito inclusivo, multirazziale e multiculturale della città di Livorno.

Il Festival au Désert di Firenze è un progetto musicale multidisciplinare che dal 2010 ha realizzato una rete per la creazione contemporanea tra Africa, Mediterraneo ed Europa, a partire dalla collaborazione tra il Festival au Désert di Essakane (Mali) e la Fondazione Fabbrica Europa.
Insieme a questo festival (diventato Caravane pour la Paix dal 2012 a causa della guerra in Mali) è stato stabilito un accordo allo scopo di sviluppare una rete di produzione e promozione di nuove creazioni che coniughino il delicato lavoro di trasmissione delle tradizioni e delle tecniche strumentali nomadi con le sonorità e le procedure più innovative, modulate e sperimentate in occidente. Il progetto da allora ha favorito un viaggio da e verso l’Africa, una nuova Africa che sa innovare senza rinnegare la propria storia, diventando a Firenze uno “spazio di incontro tra culture”, declinazione urbana del deserto come visione immaginifica.