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Dj RALF w/ Orchestra del Teatro Goldoni

Palchi
Fortezza Nuova

Quando me l’hanno proposto dei fidati amici all’inizio, lo ammetto, ero nel dubbio. Ma la sfida di sentire le mie composizioni – alcune ancora inedite – eseguite da un’orchestra di prestigio, con la forza dei suoi archi e della sua sezione di ottoni, si è rivelata irresistibile”. Dj Ralf non avrebbe bisogno di presentazioni: uno dei più grande dj house di tutti i tempi, monumento assoluto della club culture italiana, capace di attraversare le generazioni mantenendo sempre un carisma tagliente, attualissimo. Mai monumento di sé stesso, mai “revivalista”, ma sempre intento a tracciare una linea che incrocia le declinazioni techno e house più contemporanee ed attuali con gemme del passato che vanno dalle pietre miliari dell’house agli spoken word di Linton Kwesi Johnson, oppure da rarità dimenticate di disco rallentata e “psichedelica” a improvvisazioni jazz.

Non solo quindi un “dj”, ma proprio una mente musicale ed un agitatore sonoro a trecentosessanta gradi: cosa che peraltro spesso viene messa in ombra dal suo successo – ancora enorme – sui dancefloor dei club di tutta Italia (…e anche d’Europa, dal Ministry of Sound al Tresor passando per i vari santuari ibizenchi, ma la lista sarebbe praticamente infinita), facendolo passare essenzialmente da ero della console e del clubbing. È proprio però nella veste di artista che vuole superare le consuetudini e la routine che ha deciso quest’anno di far nascere un progetto specialissimo, molto lontano dall’habitat naturale del dancefloor, in collaborazione col maestro Daniele Rossi: pezzi vecchi e nuovi del suo repertorio che assumono vita inedita grazie ad orchestrazioni sinfoniche eseguite dal vivo, orchestrazioni che si intrecciano col pulsare “elettronico” delle drum machine e dei giochi col mixer, i campionamenti e le destrutturazioni digitali in mano a Ralf.

Non mancano in questo progetto omaggi a grandi artisti della musica elettronica o della musica italiana più colta ed irregolare, in un viaggio sonoro che riesce ad essere atipico ed iconoclasta da un lato ma, dall’altro, altamente comunicativo e “aperto”. Non è musica classica, non è dance, non è elettronica: è tutto questo assieme, ma è prima di tutto la voglia di vivere la musica come gioco, come sorpresa, come creatività. Di questi tempi, un segnale importante.