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FINO ALL’ULTIMO MINUTO – Le musiche di Piero Ciampi in jazz

Palco Scali delle Barchette · 22:30

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Quartetto di Livorno
FINO ALL’ULTIMO MINUTO – Le musiche di Piero Ciampi in jazz
Concerto Jazz
Tony Cattano, trombone
Andrea Pellegrini, pianoforte
Nino Pellegrini, contrabbasso
Michele Vannucci, batteria

Il Quartetto di Livorno di Andrea Pellegrini presenta live il primo CD di jazz ispirato e dedicato a uno dei più grandi e amati poeti e cantautori del ‘900 italiano: Piero Ciampi. Il Cd ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria al Premio Ciampi, consegnato dal grande Gianfranco Reverberi. Il Cd Fino all’ultimo minuto è dedicato a un grande poeta – perché si tratta essenzialmente di poesia, ovvero il porsi in rapporto con la realtà e descriverla – nato in questa strana città, generosa nel dare la luce ma avara nel mantenerla e crudele nell’oscurarla, musa ispiratrice ma spesso traditrice e ladra… Intorno a Ciampi è fiorita una miriade di progetti in omaggio alla sua figura e al suo contributo alla canzone del secondo ‘900 italiano. Come accade spesso in Italia, però, ci si è rifatti troppe volte a luoghi comuni superficiali e irrispettosi o ad un’emulazione pigra e automatica: Ciampi ubriacone e matto, insofferente e irascibile, ribelle di default. Allo stesso tempo si fanno sforzi sovrumani per conciliare questa visione con l’altra che lo vuole amante appassionato e tenace, profondo poeta e magari un intellettuale. Delle due l’una, sempre ammesso che per rendergli omaggio si debba prima definirlo. A noi questo approccio non piace. Un artista si mette in relazione col mondo e lo racconta: perché definirlo? Si può solo, a nostra volta, mettersi in relazione con lui e raccontarlo. Così, tanto per cominciare, lo raccontiamo senza le parole. Spesso nell’arte “meno” è “di più”, veramente; come nella scultura, spesso si raggiunge la forma togliendo, non aggiungendo… Ma come fare a meno del lancinante “Figli, come mi mancate!” o del primo, sano potente “vaffanculo” della canzone italiana? Come fare a meno della “polvere” che “si alza” evocativa e nebbiosa o dei tanti nomi di donna con cui Ciampi ha circondato un’ideale legato a frustrazioni e dolori antichi, o del “porto di Livorno”, o delle tridimensionali descrizioni delle scene di vita quotidiana raccontate con parole crude, iperrealiste, degne del miglior cinema italiano? Beh, la visione obliqua con la quale ci siamo accostati a Ciampi è mediata dal nostro essere essenzialmente strumentisti. Una visione in bianco e nero che azzera i colori forse, ma accentua contrasti, ombre e luci. Toglie il significato ed esaspera il significante, ammesso che la musica “significhi”. Toglie il messaggio e lascia il codice, nudo; il codice si fa messaggio, potente come il cacciucco o dolce come un amore. Togliendo le parole si arriva ai profondi fatti psichici che solo il suono può raccontare. Un tratto fatto di macchie di vino; un percorso intimo in cui la luce si fa strada fra le fronde e illumina, sorprendente e sorpresa, quelle parole che non possono essere viste perché se le guardi si spostano; le parole profonde che governano il mondo, l’uomo, la sua piccola strada fra grandi stelle eterne e lo guidano, se solo ha il coraggio di non guardare.
Andrea Pellegrini

La band ha già pubblicato un primo CD ispirato a Fattori e altri Macchiaioli e post-Macchiaioli livornesi (“Progetto Macchiaioli”) nel centenario della morte di G. Fattori, e il CD “Modigliani – il tratto, l’Africa e perdersi” abbinato al libro di Andrea Pellegrini “Mirabolanti Avventure di un Jazzista” (Erasmo ed., Livorno) con lo stesso intento di confrontarsi con i grandi artisti nati o vissuti a Livorno nel passato. Una ricerca di identità fondata quindi sulla relazione.

Assistente di produzione: Chiara Carboni. Grafica: Riccardo Bargellini. Opere pittoriche di Riccardo Bargellini dalla serie “Pourquoi?”, 2005. Registrato, mixato e masterizzato presso Il Poderino della Gioiosa Recording Studio di Francesco Landucci nei giorni 30 e 31 maggio 2016.