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IN TERRA IN CIELO

Palco Scali delle Barchette · 21:00

Compagnia Garbuggino/Ventriglia - Armunia

Per assistere a questo spettacolo è necessaria la prenotazione online.

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di e con Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia
Musiche composte ed eseguite da Gabrio Baldacci

Guardiamo al don Chisciotte attraverso uno sguardo donchisciottesco, in un rapporto reciprocamente immaginifico con la chitarra baritono Danelectro di Gabrio Baldacci.

Portiamo in scena la relazione tra l’essere umano nell’estrema nudità esistenziale e l’archetipo del don Chisciotte. Un don Chisciotte che parla parole di Paul Eluard, che esiste idealmente nello stupore e che attraversa e ci chiede un attraversamento lucido della notte del mondo e dell’uomo. Fino all’alba: la resurrezione dello sguardo aperto su un mondo anch’esso risorto, che risorge ogni giorno, sulla bellezza del creato non più straziante ma colma di tenerezza. E mentre Sancho Panza vede pecore e montoni laddove il suo signore vede cavalieri e principi, un cavallo viaggia nello spazio-tempo di un universo trasparente: un ronzino di nome Ronzinante.

“Essere un bambino. Essere piuma al nascere”

“Cammino tra la terra e le nuvole. Ma adesso dove c’erano nuvole c’è terra, e dove c’era terra ci sono nuvole. E cammino, e man mano che vado avanti la luce è così forte che i contorni delle cose si piegano e si sovrappongono tra di loro. Anzi, le cose diventano trasparenti e attraverso ogni cosa riesco a vedere tutte le altre cose. Le età della mia vita e di tutte le vite. Tutto si vede e ogni cosa si vede per mezzo di tutte le altre cose. “

“Ritmato da cadute, buffonesche e straniate, è il bellissimo blues donchisciottesco di In terra e in cielo di Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino, un’altra terra vista dalla luna dell’ideale o attraverso il piano sequenza dello sguardo di un cavallo dotato di un’inaudita saggezza letteraria”.

Attilio Scarpellini – Doppiozero

“[…] C’è molta (molta bellezza) in questo breve lavoro capace di emozionare con una grammatica minima e profondissima. Come fosse un film di Jim Jarmush. Detto niente. Valore aggiunto le musiche noise-blues di Baldacci. Geniale slogan-tormentone Ecce Panza!”

Diego Vincenti – Hystrio