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Ponte di Marmo

Il rosso dei mattoni, ornati dalla marmorea cordonatura, fanno del Ponte di Marmo uno dei luoghi più caratteristici del quartiere Venezia. Fu costruito una prima volta nel 1629 e poi ricostruito nel 1734 nei pressi della Porta dei Navicelli. Il ponte, che si trova lungo via Borra, deve il suo nome alle sue spallette realizzate in marmo, dove i facchini degli scali e i barcaioli che transitavano lungo i canali livornesi hanno inciso, in forma di ex-voto, graffiti e iscrizioni dedicati ad amici o corrionali defunti. La stessa usanza si verificava sul vicino ponte di San Giovanni Nepomuceno. Era una lavoro paziente di ore trascorse ad incidere espressioni elementari di arte e letteratura; epigrafi graffiate col chiodo, spesso racchiuse in edicolette per lo più a forma di portale festonato. Croci, ghirlande, angeli, cavalli, cipressi sono i motivi ornamentali preponderanti. Il morto è sempre ricordato col soprannome secondo l’usanza frequente fra i facchini di terra e di mare. Fra le varie iscrizioni, ce n’è una insolita: “dopo 17 secoli – il dì 20 settembre 1870 – l’italiani a Roma”. In altri casi, poche parole: nome, cognome e soprannome del defunto, l’età e, qualche volta, l’esortazione: “Pregate per lui”. Alcune incisioni risalgono addirittura a due secoli fa, ma tutte ci danno una bella e preziosa testimonianza di grande umanità di cui erano capaci i veneziani e i lavoratori che frequentavano il rione.