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“Anatomia di un risveglio”, riflessioni (antispeciste) al Vertigo

Il tema dell’antispecismo, inteso come l’importanza di rispettare tutte le vite umane e non umane, è salito sul palco del Vertigo in via del Pallone. Attraverso un monologo – introdotto dal cartone animato “Blu”, prima, e da una scena del noto film Matrix in cui Neo decide di scoprire la “verità” – Barbara Mugnai, pisana ma livornese di adozione da 30 anni, ha portato in scena “Anatomia di un risveglio. Pillola Rossa” (clicca qui per vedere un assaggio), per la regia di Marco Conte e Ugo Pagliai. Nel corso dello spettacolo, Mugnai spiega tra il serio e il faceto la propria conversione da carnivora a vegana. Conversione che avviene, racconta l’attrice-autrice, dopo aver visto al telegiornale le cruente immagini di un servizio sulla “mucca pazza”.
Intervistata da una delle croniste della redazione di livorno-effettovenezia.it, prima di andare in scena, Mugnai illustra cosa significa per lei essere antispecista: “Si tratta di una vera e propria filosofia di vita nella quale non si fanno distinzioni di alcun genere, in particolare tra quello umano e non umano, una filosofia che si basa sul rispetto assoluto di ogni credo e tendenza”. Nel titolo della rappresentazione la parola “risveglio” non è casuale: “Assolutamente no – prosegue – è ciò che è capitato a me, un risveglio che definirei folgorante per come è maturato. E che ritengo essere ancora working in progress considerando che tuttora mi sento all’interno di questo percorso di vita”. Lo spettacolo, va detto, era sconsigliato ai ragazzi di età inferiore ai 14 anni proprio perché invitava il pubblico a riflettere su un argomento delicato attraverso la proiezione di immagini decisamente “forti”.

di Linda Mannucci